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Francesco Winspeare
Commerciale ed Amministrazione
Francesco Winspeare è l'amico d'infanzia, compagno di giochi e complice di quel sogno. Quando c'è lui in cantina, Castel di Salve sembra essere l'ombelico del mondo: enoturisti e viaggiatori che vi passano; giornalisti che chiedono un appuntamento, ordinazioni che arrivano dalla Svizzera o dagli Stati Uniti. E la cantina si riempie di voci che discorrono in tante e diverse lingue. E lui, Francesco, lo vedi subito che è per natura e per cultura un cosmopolita. E capisci anche che di questo luogo di Finisterrae, dove è cresciuto e dove vive, egli porta la luce negli occhi, ma non ne condivide la melanconia. In azienda cura l'amministrazione e si occupa delle relazioni e della commercializzazione dei vini. Di lui si dice sia un pragmatico. Ma chi dice questo dimentica la parte salentina del suo cosmopolitismo: cittadino del mondo con le scarpe intrise di terra rossa. I suoi colori sono nordici? Certo, vista la storia di famiglia: lontare origini inglesi, madre austroungarica. E pure, nel vestire, sceglie e indossa le note e i toni delle sue vigne e delle rocce carsiche, muschiate di licheni e luminose di rugiade nelle primavere salentine. Inglese dunque l'origine della famiglia, che giunse a Napoli nel '700. Le generazioni trascorsero nella città partenopea acquisendo titoli nobiliari, fama militare e politica e glorie culturali. La parte 'salentina' della storia di famiglia comincia nella seconda metà dell'800, quando Antonio Winspeare, ereditato il titolo di Barone, giunge a Lecce con l'importante carica di prefetto. Sposando la figlia del principe di Tricase acquisirà anche il titolo di duca di Salve. La famiglia abita da allora il Castello di Depressa, piccola frazione di Tricase. Dove Antonio fondò anche lui una cantina e, per fare vini, fece arrivare qui un enologo dalla Francia. Certe passioni e certe idee, come si vede, si ereditano. Il nome di quell'enologo? Si chiamava Simone Murat!